Unione Sindacale di Base

SCIOPERO 27 GENNAIO 2012

 

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DIAMO UN PO’ DI NUMERI


Nazionale – giovedì, 26 gennaio 2012

Se ci fosse ancora qualcuno che ritenesse il nostro sciopero generale inutile o, peggio, sbagliato avrà occasione di ricredersi leggendo un po’ di numeri, che non diamo noi, ma, proprio in questi giorni, fonti ufficiali nazionali ed europee.

Si evince da queste poche citazioni, ma i giornali ed i siti specializzati riportano molti più studi ed analisi di queste che abbiamo voluto prendere ad esempio, che è in corso una gigantesca redistribuzione della ricchezza e che tale ricchezza passa dalle tasche dei lavoratori e delle famiglie a quelle degli speculatori e ai profitti, anche grazie ad un sistema fiscale debole con i forti e forte con i deboli.

Ieri la Banca d’Italia, tra le altre cose, ci ha comunicato che il reddito reale dei lavoratori autonomi, negli ultimi 20 anni, è cresciuto del 15,7%. Quello dei lavoratori dipendenti, sempre negli ultimi 20 anni, del 3,3%.

Oggi l’ISTAT comunica che le retribuzioni nel 2011 sono cresciute dell’1,8 cioè la crescita minima dal 1999.

Sempre l’ISTAT accerta che lo scarto tra salari e prezzi è il più alto dal 1995.

Sempre oggi l’EURISPES ci comunica che il 67% della popolazione ritiene che la propria situazione economica sia peggiorata e solo l’1,4% ritiene sia migliorata e che il 48,5% delle famiglie utilizza i propri risparmi per arrivare a fine mese e che il 45% arriva con difficoltà alla 4 settimana.

Solo il 7,2% degli italiani ritiene equo il decreto Salva Italia, lo dice oggi il rapporto Eurispes e, finalmente una buona notizia, lo stesso conferma la picchiata del gradimento delle organizzazioni sindacali: solo il 17,2%.

Per concludere citiamo il rapporto dell’OCSE sull’Italia, pubblicato la scorsa settimana in cui si afferma: “…La disuguaglianza dei redditi in Italia è superiore alla media OCSE… ...Nel 2008 il reddito medio del 10% più ricco degli italiani era dieci volte superiore al reddito medio del 10% più povero… … la proporzione di reddito detenuta dallo 0,1% della popolazione è aumentata da 1,8% a 2,6% dal 1980 al 2008. Allo stesso tempo le aliquote marginali d’imposta sui redditi più alti si sono quasi dimezzate passando dal 72% nel 1981 al 43% nel 2010”.

E allora cosa altro dobbiamo aspettare per cacciare MONTI, non pagare il debito e chiedere con forza l’uscita dall’Unione Europea?

Venerdì 27 gennaio, una buona occasione per cominciare a fare sul serio.

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